[reledmac-reledpar] Mix sections with different type of line numbering
For my needs, I wonder whether it is possible to have sections of the critical text with line numbers per sections and other with line numbers per page. In particular, I would obtain line numbers per sections in a regular text and line numbers per page in a parallel text with facing pages.
Here is a MWE:
% !TeX program = xelatex
% !TeX encoding = UTF-8
% !TeX spellcheck = it_IT
\documentclass[11pt,a4paper]{book}
\usepackage{libertine}
\usepackage[nocritical,noeledsec,noend,nofamiliar,noledgroup]{reledmac}
\usepackage[shiftedpstarts,nomaxlines]{reledpar}
\lineation{section}
\lineation*{page}
\linenummargin{inner}
\linenummargin*{inner}
\usepackage{lipsum}
\begin{document}
\section{Section with line numbers by section}
\beginnumbering
\pstart
\lipsum
\pend
\endnumbering
% Here I would obtain line numbering by page
\begin{pages}
\begin{Leftside}
\beginnumbering
\numberpstarttrue
\pstart[\section{Epistula XIII}]
Magnifico atque victorioso domino domino Cani Grandi de la Scala sacratissimi Cesarei Principatus in urbe Verona et civitate Vicentie Vicario Generali, devotissimus suus Dantes Alagherii florentinus natione non moribus, vitam orat per tempora diuturna felicem et gloriosi nominis perpetuum incrementum.
\pend
\pstart
Inclita vestre Magnificentie laus, quam fama vigil volitando disseminat, sic distrahit in diversa diversos, ut hos in spem sue prosperitatis attollat, hos exterminii deiciat in terrorem. Huius quidem preconium, facta modernorum exsuperans, tanquam veri existentia latius arbitrabar aliquando superfluum.
\pend
\pstart
Verum ne diuturna me nimis incertitudo suspenderet, velut Austri regina Ierusalem petiit, velut Pallas petiit Elicona, Veronam petii fidis oculis discursurus audita, ibique magnalia vestra vidi, vidi beneficia simul et tetigi; et quemadmodum prius dictorum ex parte suspicabar excessum, sic posterius ipsa facta excessiva cognovi. Quo factum ut ex auditu solo cum quadam animi subiectione benivolus prius exstiterim, sed ex visu postmodum devotissimus et amicus.
\pend
\pstart
Nec reor amici nomen assumens, ut nonnulli forsitan obiectarent, reatum presumptionis incurrere, cum non minus dispares connectantur quam pares amicitie sacramento. Nam si delectabiles et utiles amicitias inspicere libeat, illis persepius inspicienti patebit preheminentes inferioribus coniugari personas.
\pend
\pstart
Et si ad veram ac per se amicitiam torqueatur intuitus, nonne summorum illustriumque principum plerunque viros fortuna obscuros, honestate preclaros, amicos fuisse constabit? Quidni, cum etiam Dei et hominis amicitia nequaquam impediatur excessu?
\pend
\pstart
Quod si cuiquam quod asseritur nunc videretur indignum, Spiritum Sanctum audiat, amicitie sue participes quosdam homines profitentem; nam in Sapientia de sapientia legitur "quoniam infinitus thesaurus est hominibus, quo qui usi sunt, participes facti sunt amicitie Dei".
\pend
\pstart
Sed habet imperitia vulgi sine discretione iudicium; et quemadmodum solem pedalis magnitudinis arbitratur, sic et circa mores vana credulitate decipitur. Nos autem quibus optimum quod est in nobis noscere datum est, gregum vestigia sectari non decet, quin ymo suis erroribus obviare tenemur. Nam intellectu ac ratione degentes, divina quadam libertate dotati, nullis consuetudinibus astringuntur; nec mirum, cum non ipsi legibus, sed ipsis leges potius dirigantur.
\pend
\pstart
Liquet igitur quod superius dixi, me scilicet esse devotissimum et amicum, nullatenus esse presumptum.
\pend
\pstart
Preferens ergo amicitiam vestram quasi thesaurum carissimum, providentia diligenti et accurata solicitudine illam servare desidero.
\pend
\pstart
Itaque, cum in dogmatibus moralis negotii amicitiam adequari et salvari analogo doceatur, ad retribuendum pro collatis beneficiis plus quam semel analogiam sequi mihi votivum est; et propter hoc munuscula mea sepe multum conspexi et ab invicem segregavi nec non segregata percensui, digniusque gratiusque vobis inquirens.
\pend
\numberpstartfalse
\endnumbering
\end{Leftside}
\begin{Rightside}
\beginnumbering
\numberpstarttrue
\pstart[\section{Epistola XIII}]
Al magnifico e vittorioso signore, il signore Cangrande della Scala, Vicario generale del sacratissimo Cesareo Principato nella città di Verona e nella città di Vicenza, Dante Alighieri, fiorentino di nascita non di costumi, a lui devotissimo, augura vita felice per lunghi anni e che la gloriosa rinomanza possa accrescersi per l'eternità.
\pend
\pstart
L'inclita lode della Magnificenza vostra che la vigil fama svolazzando diffonde provoca effetti diversi fra gli uomini dividendoli in due parti opposte, l'una che s'esalta nella speranza del proprio successo, l'altra che s'abbatte nello sgomento della propria disfatta. Devo confessare che la voce di questa lode, più vasta di quella che si possono attendere le azioni degli uomini d'oggi, io la giudicai un tempo eccessiva, superiore alla realtà.
\pend
\pstart
Ma mi pesava troppo la lunga mancanza di notizie sicure, onde, come la regina del Mezzodì venne a Gerusalemme, come Pallade venne sull'Elicona, io venni a Verona a verificare sulla fede dei miei occhi quel che avevo sentito dire, e qui vidi le vostre grandiosità, vidi il bene che avete fatto e lo sperimentai; e come prima avevo dubitato per quel che si diceva di voi che si fosse esagerato, così dopo riconobbi che quel che avete fatto era eccezionale. Onde avvenne che se prima al solo sentir parlare di voi avevo provato per voi un sentimento di benevolenza dettato dalla soggezione, in seguito, appena vi vidi, questo sentimento si cangiò in sensi di grande devozione e di amicizia.
\pend
\pstart
Né penso, arrogandomi il nome d'amico, di peccare di presunzione - e qualcuno me ne potrebbe incolpare - se è vero che il sacro vincolo dell'amicizia stringe tra loro persone sia di dissimile sia di simile stato. Ché, se esaminiamo attentamente le amicizie dilettevoli e quelle utili, apparirà che assai spesso persone eminenti si sogliono legare ad altre di stato inferiore.
\pend
\pstart
E se si volge lo sguardo all'amicizia perfetta e disinteressata, non risulterà forse che uomini d'oscura fortuna ma di chiara onestà furono amici di grandi e illustri principi? E perché no, quando persino l'amicizia fra Dio e l'uomo non è impedita dall'enorme distanza che li separa?
\pend
\pstart
Ché, se questa affermazione sembrasse a qualcuno blasfema, ascolti almeno lo Spirito Santo che testimonia che alcuni uomini hanno parte della sua amicizia; infatti si può leggere nel libro della Sapienza a proposito della sapienza: "Perocché ella è tesoro infinito per gli uomini, e coloro che la impiegano hanno parte all'amicizia di Dio".
\pend
\pstart
Ma l'ignoranza del volgo formula giudizi senza discernimento; e come conclude che il sole sia di larghezza nel diametro d'un piede, così per quel che riguarda i costumi è tratta in inganno dalla sciocca credulità. Ma noi a cui è stato concesso di aver coscienza del meglio ch'è in noi, non dobbiamo calcare le orme delle pecore, ché anzi siamo tenuti a correggere le loro deviazioni. Quelli infatti che sono coscienti della forza dell'intelletto razionale e del dono divino del libero arbitrio non possono essere obbligati da nessuna consuetudine; né c'è da meravigliarsene, se è vero che non essi dalle leggi, male leggi da essi prendon norma.
\pend
\pstart
È chiaro dunque che quel che ho detto sopra, cioè che io ho per voi "sensi di grande devozione e di amicizia" non è per nulla un peccato di presunzione.
\pend
\pstart
Tenendo dunque, più che a ogni altra cosa, alla vostra amicizia come al tesoro più caro, è mio desiderio di conservarla con ogni cura e premura, prevedendo la minima cosa che possa turbarla.
\pend
\pstart
Dunque, siccome nei dommi dell'Etica s'insegna che il concetto dell'"analogo" stabilisce l'eguaglianza fra gli amici e conserva l'amicizia, per corrispondere in qualche modo ai benefici più d'una volta ricevuti, è mio voto seguire il concetto di "analogia"; e perciò molto a lungo esaminai i poveri doni che potevo farvi e ne misi qualcuno da parte e poi li riesaminai attentamente domandandomi quale fosse il più degno di voi e a voi più gradito.
\pend
\numberpstartfalse
\endnumbering
\end{Rightside}
\end{pages}
\Pages
\end{document}
I hope I was clear!
@maieul
I found a workaround: setting \lineation*{page} at the beginning of the section where I would a lineation by pages.
Anyway, I would propose an improvement, if technically possible: why not add a series of declarations like \lineationL and lineationR ONLY for parallel texts, scil. for reledpar?
See you at the next bug! :-)
\lineationR already exist. \lineationL would be more complex to implement without breaking compatibility�
Le 30 nov. 2016 � 09:59, Domenico [email protected] a �crit :
@maieul I found a workaround: setting \lineation*{page} at the beginning of the section where I would a lineation by pages.
Anyway, I would propose an improvement, if technically possible: why not add a series of declarations like \lineationL and lineationR ONLY for parallel texts, scil. for reledpar?
See you at the next bug! :-)
� You are receiving this because you were mentioned. Reply to this email directly, view it on GitHub, or mute the thread.
Yes, I know \lineationR. Thanks for your response about \lineationL.
Small OT: is there a way to remove "R" from right column/page numeration?
Le 2016-11-30 11:17, Domenico a écrit :
Yes, I know \lineationR. Thanks for your response about \lineationL.
Small OT: is there a way to remove "R" from right column/page numeration?
\setRlineflag{}
Ah!
Many thanks! You could close this bug report.
I let it open, maybe one day I will have an idea for lineationL